“Una comunità non si costruisce soltanto con le opere, ma con l’attenzione alle persone che le vivono.” Adriano Olivetti

Ci sono momenti nei quali le rivalità sportive devono lasciare spazio al rispetto. E questo è uno di quei momenti.

Apprendiamo con grande amarezza la decisione della Nuova Matteotti Corato di non partecipare al prossimo campionato di Serie C a causa della chiusura del palazzetto per la sua ristrutturazione. Alla Nuova Matteotti va la nostra solidarietà.

Una decisione così forte come quella appena presa rappresenta purtroppo una sconfitta per tutti. Sappiamo perfettamente cosa stanno vivendo, perché ormai da mesi stiamo denunciando esattamente gli stessi problemi all’amministrazione ed il conseguente bagno di sangue economico.

Purtroppo non siamo davanti alle difficoltà di una singola società. Siamo davanti al problema dello sport coratino, (dato che anche il calcio, sebbene non utilizzi il palazzetto, lamenta inefficienze ormai da anni).

Esiste solo la consapevolezza che, oggi, qualcuno non ha ascoltato. E quando le istituzioni non ascoltano, a perdere sono sempre i cittadini.

Per questo, con il seguente comunicato, ci teniamo a rendere partecipe la cittadinanza di ciò che sta accadendo, perché le motivazioni espresse dalla Nuova Matteotti sono le stesse che tutte le associazioni sportive stanno vivendo in questo memento, a maggior ragione anche noi che ci apprestiamo a disputare un campionato di serie B Interregionale.

Ci teniamo ad entrare nel dettaglio della questione: la chiusura del palazzetto ha comportato complicanze che, con un’adeguata pianificazione, non si sarebbero manifestate o si sarebbero manifestate in scala ridotta.

Ad inizio anno avevamo chiesto un incontro con il Sindaco e con l’Assessore allo Sport per concordare come affrontare, ed in quali tempi, la prossima ristrutturazione del palazzetto. Chiedevamo di costruire insieme una soluzione che consentisse alle società di continuare a svolgere regolarmente la propria attività durante la stagione sportiva, sfruttando magari quanto più possibile il periodo estivo, così da limitare i danni.

L’incontro è avvenuto il 22 Gennaio, ma non per affrontare realmente le difficoltà che si sarebbero presentate in conseguenza alla chiusura, bensì unicamente per consentire all’amministrazione di mostrarci il progetto di ristrutturazione del Palazzetto.

Per inciso, ci teniamo a precisare che il bando “Sport e periferie” vinto dall’amministrazione, sebbene consenta una ristrutturazione, comporterà una riduzione importante della capienza massima che passerà dagli attuali 850 posti a circa 400.

Ci chiediamo, dunque, dove ospiteremo i nostri tifosi durante le partite se già oggi la capienza è insufficiente ? L’amministrazione sa che per crescere e/o disputare determinati campionati serve una capienza minima ?

Ad ogni modo, in quella stessa occasione abbiamo presentato proposte concrete, corredate anche da valutazioni economiche, preventivi e soluzioni organizzative più rapide, protocollate il 4 Marzo.

Come se non bastasse, il Presidente Antonio Marulli in data 13 Marzo presidia il sopralluogo con l’ass.re Sinisi per le valutazioni del caso.

Da quel momento non sono più arrivate risposte, piuttosto video pubblicati sui social in cui il Sindaco si recava al palazzetto in occasione di una partita del 19 Aprile, attraverso cui promuoveva la ristrutturazione del palazzetto e, sebbene ometteva la riduzione della capienza che ne sarebbe conseguita, prometteva di essere a lavoro per una soluzione alternativa durante la chiusura.

Giungiamo ad un mese fa, quando abbiamo appreso che il Palazzetto sarebbe stato chiuso da lì a pochi giorni: il 15 giugno.

Data pienamente plausibile, sebbene avessimo ancora allenamenti in corso che abbiamo prontamente spostato presso altre strutture, purchè i lavori fossero effettivamente iniziati nell’imminenza. Aimè questo non è accaduto e peggio, pare che il reale inizio lavori sia fissato per settembre/ottobre.

E ci teniamo a precisare che il bando è stato vinto un anno prima della chiusura del palazzetto, pertanto l’amministrazione aveva tutto il tempo di programmare la sistemazione di un campo provvisorio prima della chiusura.

Invece, tale assenza di pianificazione comporterà almeno tre o quattro mesi di enormi difficoltà organizzative ed economiche per tutte le società sportive che dovranno spostare i propri allenamenti presso altre strutture di paesi limitrofi.

Ad oggi, la nostra società è riuscita a definire un accordo per consentire all’U19 e U17 di proseguire gli allenamenti e le partite presso due differenti comuni limitrofi ma restano ancora alcuni dettagli da definire circa il luogo di svolgimento del campionato di serie B.

Ovviamente queste soluzioni comportano enormi aggravi di costi per la società, senza trascurare i sacrifici che atleti e famiglie dovranno affrontare. E tutto questo senza che sia stato previsto alcun sostegno economico concreto.

Il Basket Corato, società fondata nel 1962, si chiede se sia stata valutata la prospettiva di breve e medio periodo, oltre che futura, dello sport coratino al momento della vincita del bando.

Se davvero vogliamo che le nostre società crescano, partecipino a campionati sempre più prestigiosi e portino il nome della città fuori dai confini regionali, dovremmo dotarle di strutture adeguate, non limitarne le possibilità.

Dovrebbe essere chiaro che lo sport non è un passatempo, è un presidio sociale, È educazione ed inclusione. Ed anche prevenzione, non lamentiamoci se poi i nostri giovani prendono altre strade. È un investimento sul futuro per le prossime generazioni. Ed è per questo motivo che riteniamo che le associazioni sportive debbano essere considerate interlocutori, non semplici utilizzatori di impianti.

Mai come in questa vicenda abbiamo avuto la sensazione di non essere stati ascoltati. E questo è probabilmente l’aspetto che amareggia di più.

Un po’ come, a proposito di ascolto ed inclusione, è avvenuto con il campo appositamente creato per il baskin. Tale disciplina rappresenta uno dei più importanti esempi di inclusione sociale della nostra città, dove gli iscritti aumentano anno dopo anno, al punto da voler formare due squadra data la costante richiesta delle famiglie del territorio.

Ma analoga attenzione merita la vicenda perché l’amministrazione non ci ha tenuti in considerazione nella creazione del campo, sebbene siamo l’unica associazione ad oggi che si occupa di baskin, ed il campo realizzato per tale finalità risulta inutilizzato a quasi un anno dal termine della sua realizzazione.

Potremmo ancora scrivere molto, ma concludiamo qui, certi che centinaia di ragazzi indossano ogni settimana una canotta con il nome della nostra città. Decine di tecnici sportivi dedicano tempo, competenze e passione, trasmettendo educazione e senso di comunità. E queste stesse persone meritano rispetto e ascolto.

Meritano un’Amministrazione che programmi, condivida e accompagni le proprie scelte.

Perché amministrare non significa soltanto realizzare opere pubbliche. Significa soprattutto creare le condizioni affinché quelle opere possano essere realmente al servizio della comunità. Oggi, purtroppo, questa condizione è venuta meno.

L’auspicio è che quanto accaduto alla Nuova Matteotti rappresenti un punto di svolta e speriamo che questo possa portare ad un tavolo di confronto ed ascolto vero e professionale.

Perché nessun’altra società sportiva di Corato debba più trovarsi nella condizione di rinunciare alla propria storia, ai propri sacrifici e ai sogni di centinaia di ragazzi, istruttori o dirigenti.

Il Presidente Antonio Marulli

SSDRL BASKET CORATO